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Contratto di prestito tra privati – fac simile

Indica l’importo, la data del versamento e il piano di restituzione. Se il prestito è senza interessi, va scritto espressamente: per legge il mutuo si presume oneroso.

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Contratto di prestito tra privati: cosa sapere

Prestare denaro a un familiare o a un amico è comune, ma un accordo a voce lascia molto spazio ai malintesi. Un contratto scritto fissa l’importo, la data del versamento e il piano di restituzione. Serve anche a dimostrare che si tratta di un prestito e non di una donazione, il che conta in caso di controlli fiscali e di successione.

Interessi: attenzione alla presunzione di onerosità

Per l’articolo 1815 del Codice civile, salvo diversa volontà delle parti, chi riceve il prestito deve pagare gli interessi. Se il prestito è senza interessi, il contratto deve dirlo espressamente: il modello lo indica come «infruttifero». Se invece prevedi interessi, il tasso non può superare il tasso soglia antiusura pubblicato ogni trimestre dal Ministero dell’Economia.

Versamento tracciabile

  • Per somme importanti usa un bonifico o un assegno non trasferibile: restano una prova sicura del versamento e delle restituzioni.
  • I contanti sono ammessi solo sotto la soglia di legge (attualmente fino a 4.999,99 €).
  • Indica nella causale del bonifico che si tratta di un prestito, ad es. «Prestito infruttifero – contratto del …».

Serve registrare il contratto?

Una scrittura privata tra privati è valida anche senza registrazione. La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate è facoltativa (comporta un’imposta) e serve soprattutto a dare al contratto una data certa nei confronti di terzi. Per importi rilevanti o prestiti in famiglia legati all’acquisto di una casa può essere utile chiedere consiglio a un professionista.

Domande frequenti

Un prestito tra privati deve essere scritto?

Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato: senza un documento è difficile dimostrare il prestito e le sue condizioni.

Posso prestare denaro senza interessi?

Sì, ma va scritto espressamente nel contratto, perché per legge il mutuo si presume con interessi (art. 1815 c.c.).

Il contratto va registrato all’Agenzia delle Entrate?

No, la registrazione è facoltativa. Serve a dare data certa al contratto e comporta il pagamento di un’imposta.

Cosa succede se le rate non vengono pagate?

Se è previsto il pagamento a rate e anche una sola rata non viene pagata, il mutuante può chiedere la restituzione immediata di tutto (art. 1819 c.c.). In caso di rifiuto si può ricorrere al giudice, ad esempio con un decreto ingiuntivo.

Il modello ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza legale. È stato preparato secondo la normativa in vigore a ottobre 2026. Prima di firmare verifica che corrisponda alla tua situazione e, nei casi particolari, rivolgiti a un professionista.

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