Lettera di dimissioni – fac simile
Attenzione: nel lavoro privato le dimissioni sono valide solo se presentate con la procedura telematica del Ministero del Lavoro. Questa lettera accompagna l’invio telematico; per colf e badanti vale invece come dimissioni.
I dati che inserisci restano nel tuo browser. Non li salviamo e non li inviamo a un server.
Passo successivo
Lettera di dimissioni: cosa sapere
In Italia le dimissioni del lavoratore dipendente del settore privato sono valide solo se presentate con la procedura telematica del Ministero del Lavoro (art. 26 del D.Lgs. 151/2015). Una semplice lettera, anche raccomandata, non basta. La lettera resta però utile per comunicare al datore di lavoro in modo cortese il preavviso, l’ultimo giorno e le richieste sulle spettanze.
Come si presentano le dimissioni telematiche
- Accedi al portale del Ministero del Lavoro con SPID, CIE o CNS e compila il modulo delle dimissioni volontarie, oppure rivolgiti gratuitamente a un patronato, a un sindacato, a un consulente del lavoro o a un ente bilaterale.
- Il modulo viene inviato automaticamente al datore di lavoro e all’Ispettorato del lavoro.
- Entro sette giorni dall’invio puoi revocare le dimissioni con la stessa procedura.
La procedura non si applica al lavoro domestico (colf, badanti, baby-sitter), alle dimissioni rese in sede protetta e, secondo la normativa, ai rapporti con le pubbliche amministrazioni. Per il lavoro domestico questa lettera, firmata e consegnata con ricevuta, vale come dimissioni.
Il preavviso
- La durata è stabilita dal contratto collettivo (CCNL) applicato, in base al livello e all’anzianità: controlla il tuo contratto o la busta paga.
- Se non lavori il preavviso, il datore di lavoro può trattenere dalle tue spettanze un’indennità pari alla retribuzione del periodo non lavorato. Può però rinunciarvi: in questo caso chiedi una conferma scritta.
- Le ferie non possono essere usate per coprire il preavviso senza l’accordo del datore di lavoro.
Cosa ricevi alla fine del rapporto
L’ultima busta paga con le competenze di fine rapporto, il TFR, il pagamento delle ferie e dei permessi maturati e non goduti e, in seguito, la Certificazione Unica. Le dimissioni volontarie in genere non danno diritto alla NASpI, salvo le dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.
Domande frequenti
Basta una lettera per dimettersi?
No, nel lavoro privato le dimissioni devono essere presentate online con la procedura del Ministero del Lavoro, altrimenti non sono efficaci. La lettera accompagna la procedura. Fa eccezione il lavoro domestico.
Posso ritirare le dimissioni?
Sì, entro sette giorni dall’invio telematico, con la stessa procedura.
Quanto dura il preavviso?
Lo stabilisce il contratto collettivo applicato, in base al livello e all’anzianità di servizio. Lo trovi nel CCNL o chiedendo all’ufficio del personale.
Dopo le dimissioni ho diritto alla disoccupazione (NASpI)?
In genere no. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (ad esempio stipendi non pagati) e alcuni casi tutelati, come le dimissioni durante il periodo di maternità.
Il modello ha carattere informativo e non sostituisce una consulenza legale. È stato preparato secondo la normativa in vigore a ottobre 2026. Prima di firmare verifica che corrisponda alla tua situazione e, nei casi particolari, rivolgiti a un professionista.